Integrare in se le lezioni della Natura

Integrare in se le lezioni della Natura

Integrare in sé le lezioni della Natura

Disponendoci a cogliere le molteplici metafore introspettive che la Natura mette a nostra disposizione, possiamo apprendere delle indispensabili lezioni di vita.

lezioni di vita

La Natura è piena di simbologie e di metafore che possono aiutarci a comprendere più a fondo come possiamo gestire le nostre dinamiche interiori, armonizzare i diversi aspetti della nostra vita, trovare un maggior equilibrio nelle nostre relazioni, affrontare gli ostacoli che arrivano dall’esterno, e molto altro ancora.

Cicli come quello stagionale, quello lunare, quello di metamorfosi di un insetto, quello riproduttivo di un animale o quello di crescita di una pianta, se osservati da un punto di vista simbolico e concepiti, pertanto, come una mappa di orientamento introspettivo, permettono alla nostra consapevolezza di creare nuove connessioni sui cicli di cambiamento della nostra esistenza e sulle nostre esperienze quotidiane.

Ci offrono l’opportunità, quindi, di allargare i nostri orizzonti personali aiutandoci a testimoniare i doni, i bisogni e le vulnerabilità del nostro ecosistema interno e a cogliere quelle speciali opportunità capaci di farci maturare ed evolvere.

In quanto parti integranti della Natura, ognuno di noi appartiene alla sua saggezza che, quindi, è sempre lì pronta per essere colta e, soprattutto, messa a frutto.

“Le risposte che cerchiamo – dice la scrittrice e speaker motivazionale americana Cara Wilson-Granat – sono proprio di fronte a noi, sempre disponibili nel mondo naturale. Se per un attimo tutti noi facessimo un passo indietro ed osservassimo il mondo naturale fare le sue cose, saremmo stupiti di come tante risposte alle nostre domande arrivino alla porta di casa nostra. Che si tratti di guardare un uccello che costruisce un nido o una roccia che viene fortemente contrastata dalle onde martellanti che la circondano, c’è qualcosa di noi all’interno di tutto questo”.

Ma quali sono, nello specifico, le fondamentali lezioni di vita che possiamo apprendere dall’ambiente naturale che ci circonda? In realtà l’elenco è infinito perché, di fatto, tutto ciò che appartiene alla Natura e che in essa avviene ha qualcosa da insegnarci. Tuttavia, ritengo che alcune delle più importanti, quelle che insomma non dovremmo mai dimenticare, siano queste sei:

1 – Non esiste il “sempre”. Nel mondo naturale, come possiamo constatare ogni giorno, non c’è sempre il sole, non è sempre primavera, le piante non sono sempre rigogliose, i raccolti non sono sempre abbondanti. Per lo stesso principio, anche nel nostro quotidiano, non possiamo essere sempre creativi, sempre in salute, sempre produttivi, sempre felici o sempre innamorati. Pretendere questo significa mancare di comprendere la dimensione ciclica che, come figli della Natura, ci appartiene. Non è facile, naturalmente, accettare ed affrontare una malattia, un licenziamento o un divorzio, ma l’idea a cui come società siamo profondamente ancorati, ossia che una volta ottenuta una certa cosa sarà nostra per sempre, mal ci predispone alle inevitabili trasformazioni a cui ogni aspetto della nostra vita è destinato ad andare incontro. Ovviamente questo non significa assolutamente, nel caso in cui qualcosa cambi in un modo che non ci piace, che dovrà poi restare così ininterrottamente. Negli esempi fatti sopra, quindi, non significa che se mi ammalo non potrò guarire più, che se vengo licenziato non potrò più lavorare o che se divorzio non potrò più avere un partner. Si tratta, invece, di fronteggiare questi momenti avendo fiducia nel fatto che anch’essi fanno parte del nostro personale percorso di vita e che, se vissuti consapevolmente, possono condurci verso nuovi fertili territori.

2 – Ogni cosa avviene secondo il suo tempo. Nel mondo naturale non è possibile forzare un fiore a sbocciare, un frutto a maturare, un cucciolo a nascere o il sole a sorgere prima che sia arrivato il momento giusto per farlo. Allo stesso modo, avere “tempismo”, ovvero capire quando per noi è arrivato il momento giusto di fare una certa cosa, e soprattutto fidarsi di esso, è di vitale importanza per non incorrere in scelte inadatte ed esiti spiacevoli. Quante volte, con il senno di poi, hai pronunciato simili espressioni: “Me lo sentivo che dovevo aspettare prima di parlare con quella persona”, “Sentivo di non essere pronto per affrontare quel compito” oppure “Sentivo che stavo facendo la scelta sbagliata”. Quel “sentivo” è il nostro tempismo interiore che ci parla per avvisarci che i tempi non sono ancora maturi per agire in un certo modo o, al contrario, che è arrivato il momento di metterci in marcia.

3 – Ogni cambiamento avviene seguendo delle precise fasi. In Natura, come vediamo ad esempio nelle tappe del ciclo vitale di una pianta o del ciclo di lunazione, il cambiamento non è quasi mai repentino, ma richiede invece il rispetto di una precisa sequenza di fasi. Anche nei cambiamenti che desideriamo portare nella nostra vita vige la stessa regola. Saltare le tappe, quindi, non ci fa arrivare prima alla meta ma, al contrario, ci porta a dar vita a cambiamenti effimeri che non metteranno mai radici profonde nella nostra esistenza. Se oggi pianto dei semi di girasole, non posso certo prendere di tornare domani in giardino e di vedere già grandi dei meravigliosi fiori gialli. È necessario, quindi, che io attenda che la pianta compia il suo ciclo di crescita. Per quanto questo concetto possa sembrare, se riferito agli esempi naturali, scontato e banale, chissà perché quando lo rapportiamo ai nostri cicli di cambiamento ci diventa ostico e continuiamo ad aspettarci di poter arrivare alla tappa finale in un balzo solo!

4 – Ogni rinascita emerge a partire dalla “morte” di ciò che l’ha preceduta. Una farfalla, ad esempio, nasce dalla morte del bruco, così come un frutto nasce dalla morte del fiore o una Quercia dalla morte della ghianda. La Natura ci mostra che tutto è in continua trasformazione e anche nella nostra vita tutto il nuovo verso cui tendiamo – un nuovo lavoro, una nuova casa, una nuova relazione sentimentale, un nuovo progetto, un nuovo stato di salute ecc. – prende vita dai resti di ciò che c’è stato prima. Non si tratta, sia chiaro, di restare aggrappati ad un passato che non c’è più o di rimuginare su quello che ormai non può essere modificato quanto, piuttosto, di riconoscere che il vecchio lavoro, la vecchia casa, la vecchia relazione sentimentale, il vecchio progetto o il vecchio stato di salute, sono stati il trampolino di lancio verso la nuova fase a cui tendiamo ora.

5 – Dopo ogni grande profusione di energia è necessario prendersi una pausa. Se in Natura non esistesse l’Inverno, sicuramente non si vedrebbe mai un’altra Primavera. Dopo aver condiviso la sua abbondanza e aver dato il meglio di sé, la Natura si prende un meritato riposo per rigenerarsi. Pur vivendo in una società che, purtroppo, comprende poco questo vitale bisogno, anche noi, dopo esserci impegnati profondamente in qualcosa, dobbiamo “ibernarci” per permettere alle nostre energie fisiche e psichiche di ripristinare il loro equilibrio. Non farlo significa immettere se stessi nella pericolosa via dell’esaurimento psicofisico. Spesso, presi dall’ansia che non abbiamo abbastanza tempo e che dobbiamo correre verso il prossimo obiettivo che ci siamo prefissati, crediamo di non poterci concedere nessuna pausa che, erroneamente, concepiamo come una perdita di tempo dimenticando per strada, così, noi stessi. È un po’ come se una donna tornasse a casa dopo aver partorito e, invece di dedicarsi al suo bambino e al recupero delle forze, vista l’intensa esperienza vissuta sul piano sia fisico che emotivo, chiedesse al proprio compagno di metterla subito nuovamente incinta. Da un punto di vista sia medico che psicologico non è certo una scelta auspicabile, eppure noi, dopo aver “dato alla luce” un progetto o un risultato, perché ricordati che non partoriamo solo figli ma anche idee creative, facciamo questa scelta folle pensando che le nostre pile non si esauriranno mai.

6 – Tutto ha una sua utilità. La Natura non spreca nulla (oltre a non fare mai nulla per caso) perché sa che ogni cosa può avere una sua utilità. Le parti ormai morte di una pianta diventano fertilizzante per il terreno. Le zanzare, di cui continuamente in Estate ci chiediamo “Ma a che cavolo servono se non a rompere le…”, sono un’importante fonte di cibo per alcuni animali. Anche nella nostra vita tutto quello che, nel bene o nel male, è successo ha un suo significato e può essere usato per rivitalizzare il “terreno di vita” in cui abbiamo messo radici. Tutto quello che abbiamo vissuto, quindi, se lo permettiamo, può diventare dell’ottimo concime per far crescere in modo rigoglioso quello che desideriamo per noi e la nostra vita.

Integrare le lezioni di vita che ci offre la Natura e, soprattutto, viverle concretamente nella nostra quotidianità, significa darci la meravigliosa opportunità di ritrovare il nostro equilibrio psicofisico e di fluire armoniosamente con un processo di rinnovamento che non ha mai fine capendo, di volta in volta:

  • Quando dare inizio ad una nuova avventura
  • Cosa è importante per noi far sviluppare
  • Come lasciar andare quello che non ci nutre più
  • Quando concederci il meritato riposo

Direi quindi che, come è facilmente intuibile, vale veramente la pena di frequentare la Scuola di Madre Natura!

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Prenditi un po’ di tempo per riflettere sulle sei lezioni della Natura che ti ho descritto e su come si adattano alla tua vita. Cerca di ripensare alle esperienze che hai già vissuto che possono ricollegarsi a queste lezioni, a come le hai messe a frutto e a quali passi falsi hai compiuto. Per iniziare la tua riflessione, puoi partire dal porti queste domande:

  • Come mi rapporto all’idea che qualcosa a cui tengo potrà, ad un certo punto, subire un mutamento?
  • Che rapporto ho con il mio tempismo interiore? Sono solito ascoltarlo o ignorarlo?
  • Quando affronto un cambiamento, riesco a vivere con pazienza ogni sua fase? Se no, perché?
  • Come mi rapporto alle tante piccole e grandi “morti” della mia vita?
  • Dopo aver raggiunto o concretizzato una meta importante, so prendermi una pausa? Se no, perché?
  • Riesco a cogliere l’utilità di tutto quello che finora ho vissuto e sperimentato nella mia vita? So riconoscere quel filo invisibile che collega tutte le mie esperienze?
Integrare in se le lezioni della Natura ultima modifica: 2017-03-10T10:06:20+00:00 da pameladalisa