Immunizzarsi dalla negatività altrui

Immunizzarsi dalla negatività altrui

Immunizzarsi dalla negatività altrui

Proteggersi dal pessimismo e dalla negatività che arriva dall’esterno permette di rimanere centrati con maggior efficacia sui propri obiettivi e su quello che per noi conta davvero.

Proteggersi dal pessimismo e dalla negatività

Forse ti sarà capitato di notare che, pur crescendo in fiumi e laghi fangosi, i Fiori di Loto, piante acquatiche di origine asiatica, hanno sempre foglie e petali puliti. Ma come fanno a mantenerli tali?

La risposta è arrivata da una ricerca condotta nel 1975 da due botanici dell’Università di Bonn (Germania), Wilhelm Barthlott e Christoph Neinhuis, che hanno scoperto come queste piante riescono ad autopulirsi ed hanno chiamato questa loro capacità “Effetto Loto” (principio che poi è stato utilizzato con successo nell’ambito della scienza dei materiali).

Il Fiore di Loto, infatti, ha due insolite caratteristiche: delle microstrutture repellenti all’acqua e delle nanostrutture, poste in cima alle microstrutture, composte da materiale ceroso. La cera, come sappiamo, non assorbe l’acqua e, pertanto, rende la superficie del Loto super idrofoba. Questo significa che le gocce d’acqua che cadono sulla pianta si imperlano e scivolano via raccogliendo, mentre scendono, le particelle di sporco depositate sui petali e sulle foglie. In questo modo, anche ad esempio durante un acquazzone, la superficie del Loto rimane asciutta e pulita.

Quanto sarebbe bello avere questa stessa capacità “autopulente” nei confronti della negatività che ci arriva, in forme diverse, dalle altre persone e, in generale, dalle molti fonti esterne a cui siamo esposti come, ad esempio, i media che quotidianamente ci bombardano con cattive notizie?

Che esistano persone con la tendenza al pessimismo cronico è un dato di fatto e, sicuramente, anche tu ne avrai fatto qualche volta esperienza. Il problema diventa spinoso non tanto quando a scagliarci addosso della negatività è un estraneo, ma quando è una persona a cui vogliamo bene o che, comunque, fa parte della nostra vita: un genitore, un fratello, un amico, un collega di lavoro, un vicino di casa ecc.

In questi casi, infatti, diventa più difficile rimanere immuni a quello che ci viene detto e, di conseguenza, restare saldi nella nostra posizione. Proprio perché a parlarci è una persona che conosciamo bene, le sue parole ci feriscono e ci demoralizzano più facilmente. Partiamo dal presupposto, spesso erroneo, che se ci parla così è per il nostro bene e perché non vuole vederci commettere degli errori o dibatterci in situazioni difficili che non siamo in grado di gestire.

Manchiamo di capire, però, che una persona perennemente pessimista come, d’altro canto, una perennemente ottimista, non è una persona davvero in contatto con la realtà che infatti, non dobbiamo dimenticare, non è mai o tutta bianca o tutta nera. Esistono un’infinità di sfumature e sono proprio quelle che rendono la vita interessante e sorprendente.

Ma come riconoscere una persona negativa? Tra i suoi tratti più comuni, che si manifestano non solo una volta ogni tanto ma spesso e volentieri, ci sono la tendenza a lamentarsi di qualunque cosa, l’atteggiamento nervoso ed irascibile, la tristezza accompagnata dalla rabbia, la tendenza ad essere ipercritica e fastidiosamente inopportuna, la visione del mondo negativa e cinica, la tendenza a vittimizzarsi e ad autocompatirsi, la tendenza a spettegolare sulla vita degli altri, la necessità di ricevere costanti attenzioni, la tendenza a riversare sugli altri le proprie ansie e paure, la tendenza ad incolpare gli altri per i propri problemi.

Sono persone che a lungo andare prosciugano la nostra energia facendoci sentire spossati e sfiduciati al solo stare loro vicino. Indipendentemente da quello che facciamo o diciamo, infatti, anche quando portiamo evidenze oggettive a sostegno del nostro punto di vista, queste persone trovano sempre il modo di mettere in risalto punti deboli e difficoltà.

Ovviamente non è compito tuo cambiare l’atteggiamento di una persona negativa che, quindi, va accettata per quella che è (quello che deve cambiare è il tuo modo di reagire alla negatività altrui). Questo, però, non significa affatto che devi acconsentire a fare da parafulmine alla sua negatività. Se è una persona che fa parte della tua vita, offrile il tuo aiuto e sii empatico, e questo perché una persona che ha questo tipo di atteggiamento ha sempre delle difficoltà personali da risolvere, ma non darle il potere di influenzare le tue decisioni in merito a te stesso e alla tua vita.

In generale, per gestire le persone con un atteggiamento “tossico” puoi partire dal seguire questi principi:

  • Ignora i commenti negativi evitando di farti trascinare in un dibattito che, il più delle volte, porta solo a repliche taglienti, accuse ed insulti, più o meno velati. Se il tuo interlocutore non molla la presa, e ti è impossibile allontanarti, cerca di cambiare discorso o di formulare dei commenti costruttivi.
  • Dopo aver interagito con una persona negativa, se riconosci di sentirti demoralizzato e prosciugato della tua energia, cerca il sostegno di una persona amica con la quale ti senti in sintonia e che sai avere un atteggiamento propositivo ed incoraggiante.
  • Rendi oggettivi i commenti negativi che ti vengono rivolti ricordandoti sempre che rappresentano il punto di vista personale del tuo interlocutore e non delle verità assolute. Se, poi, in quello che ti viene detto riconosci un fondo di verità, cogli l’utile suggerimento che ti è stato dato ed usalo a tuo vantaggio.
  • Evita o riduci i contatti con le persone negative e, nel caso siano persone che fanno parte della tua vita, informale che non sei disposto ad accettare il loro comportamento pessimista in merito alle questioni inerenti la tua vita. È sottinteso che questo non significa diventare maleducato, irrispettoso od arrogante ma, più semplicemente, riconoscere che il tuo tempo è prezioso e che hai il diritto di trascorrerlo con persone che ti infondono ottimismo e positività. Non preoccuparti, poi, di risultare asociale solo perché non desideri più interagire con una persona. Nessuno meglio di te sa cosa è bene per la tua vita ed il tuo benessere.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Trova un luogo tranquillo in cui appartarti e riflettere sul tema della negatività. Pensa alle persone della tua vita che tendono ad avere spesso un atteggiamento pessimista e a come questo influisce sul tuo umore, sui tuoi pensieri, sulle tue scelte e sulle tue azioni. Rifletti poi sulle diverse fonti di informazione a cui sei esposto – televisione, radio, internet, giornali, dialoghi di chi ti circonda ecc. – e su come impattano sulla tua quotidianità. Su questa ultima questione vorrei fare un piccolo appunto. Il mondo in cui viviamo affronta dei problemi oggettivi che non possiamo ovviamente ignorare, tuttavia è bene essere ben consapevoli del tipo di informazioni che assorbiamo perché hanno l’enorme potere di amplificare il nostro malessere o, al contrario, il nostro benessere. L’acquisizione di una nuova informazione o conoscenza dovrebbe soprattutto aiutarci ad ampliare i nostri orizzonti conoscitivi, a riflettere con profondità su noi stessi e la vita, ad accrescere la nostra voglia di contribuire al bene collettivo, a trovare utili soluzioni ai nostri problemi, ad incrementare le nostre possibilità di scelta e non, come spesso accade, ad alimentare a dismisura timori, dubbi e preoccupazioni. Detto questo, dopo aver riflettuto un po’ sulla negatività in generale, quando ti senti pronto prova a rispondere a queste domande:

  • Le persone che fanno parte della mia vita tirano fuori il meglio o il peggio di me?
  • Se il peggio, per quale motivo? Cosa succede quando interagisco con loro?
  • Quali sono le relazioni potenzialmente tossiche che riconosco nella mia vita?
  • Come posso troncare questi contatti? Come posso gestire quelli che non posso troncare?
  • Riconosco di farmi facilmente influenzare dal pessimismo altrui?
  • Se sì, per quale motivo? Come posso cambiare abitudine?
  • Quali tipi di persone mi fanno sentire bene, pieno di voglia di fare ed energico?
  • Come posso incrementare i contatti con queste persone?
  • A quali fonti di informazione sono maggiormente esposto?
  • Che effetto hanno su di me queste informazioni? Accrescono la mia ansia, la mia angoscia, la mia paura o, viceversa, mi infondono energia, positività ed ispirazione?
  • Quale strategia creativa può ispirarmi l’Effetto Loto per gestire, nel mio quotidiano, la negatività a cui sono esposto?

Per concludere, quando ti trovi nella condizione di dover affrontare un qualche tipo di negatività, fai un bel respiro profondo ed immagina di essere un bellissimo Fiore di Loto che ha questa meravigliosa capacità di farsi scivolare addosso ogni traccia di “sporcizia”. Vedi la negatività che ti viene scagliata addosso come delle goccioline che ti colpiscono ma che, subito dopo, cadono a terra lascandoti “pulito” e splendente.

NOTA BIBLIOGRAFICA. Per scrivere questo testo ho preso qualche spunto dai seguenti articoli:

Immunizzarsi dalla negatività altrui ultima modifica: 2016-06-11T16:50:30+00:00 da pameladalisa