Il giardino come chiave d’accesso alla psiche

Il giardino come chiave d’accesso alla psiche

Il Giardino come chiave d’accesso alla Psiche

Luogo di tranquillità, di contemplazione, di rilassamento, il Giardino, con la sua ricchezza di metafore, è in grado di facilitare la discesa dentro noi stessi e l’apertura verso la nostra più autentica natura.

Il giardino come mappa della psiche

È innegabile che gran parte delle persone, perlomeno quelle che vivono nella parte occidentale del Pianeta, abbiano da tempo perso il contatto con la Natura ed i suoi ritmi e quindi, come inevitabile conseguenza, anche con i ritmi del proprio mondo interiore. Scrive a tal proposito l’astrologo statunitense Michael R. Meyer: “Godiamo di illuminazione artificiale e riscaldamento centralizzato e possiamo vivere in un’area urbana dove il cielo è oscurato da un finto orizzonte architettonico. Come risultato, le nostre vite, le nostre attività e le nostre relazioni sono diventate sempre più disarmoniche e fuori sincronia con i cicli naturali”.

Ecco perché, più la vita moderna diventa caotica e stressante, più diventa importante recuperare il nostro rapporto simbiotico con Madre Natura. “Per poter vivere vite più proficue, efficaci e significative – scrive sempre Meyer – è necessario tornare in contatto con il tempo reale dei cicli della Natura”.

Senza dover fare chissà che cosa, è sufficiente un piccolo fazzoletto di terra per rientrare in sintonia con un impulso di vita più naturale, rilassato ed armonioso che, gradualmente, può portarci ad un radicale cambiamento di atteggiamento verso noi stessi e verso il mondo che ci circonda. Possiamo ritornare a sincronizzarci e a lavorare con i ritmi naturali sviluppando così il nostro senso interiore di ciò che è necessario ed appropriato in ogni momento e in ogni circostanza.

È facile intuire che in questo quadro il Giardino, luogo vivo e per questo mutevole e cangiante, ha un ruolo d’onore. “Un giardino – dice il paesaggista francese Xavier Perrot – non è una vetrina o una stanza da riempire. È più simile al mare, una sostanza viva, profumata e intensa, in cui immergersi e uscire diversi da prima”. Quello che il Giardino ci offre è tantissimo: ci riconnette alla Natura e ai suoi ritmi, stimola la nostra crescita, alleggerisce il nostro carico di stress quotidiano, cura il nostro animo, lenisce le nostre ferite, aiuta la Psiche a ritrovare il suo equilibrio, ci relaziona con i nostri aspetti più inconsci, ci fa recuperare la nostra spontaneità, agevola la riflessione su noi stessi e la nostra vita, ci fa riscoprire le nostre radici.

Il Giardino fa tutto questo e molto altro ancora. È uno specchio dell’Anima, un simbolo di grande potenza capace di rendere visibili i meccanismi del proprio mondo interiore e, proprio per questo, strumento straordinario per giungere ad una più approfondita conoscenza di se stessi. Il Giardino dunque, con le molteplici forme e sfumature che può assumere, è un’eccezionale metafora che, invitandoci ad un viaggio introspettivo, è in grado di far emergere e portare in superficie la nostra parte più intima e profonda.

Scrive la psicologa Luciana Quaia:

“È possibile affermare che coltivare un giardino sia assimilabile a un viaggio nella psiche con effetti salutari sulla nostra qualità di vita? Certo che l’immagine di un cancello dischiuso su un giardino quale metafora dell’inizio di una pratica psicologica è quanto mai suggestiva e seducente. Lo psicanalista Gustav Jung affermava che la forma e la struttura di ogni giardino rappresentano simbolicamente la possibilità di delimitare le emozioni umane che affollano la vita interiore. In effetti, che cosa c’è di meglio dell’incontro fra natura e immaginazione per riuscire a intrecciare lo spazio fuori di noi con quello interno? […] Il giardino ci affascina perché ci parla e ci rispecchia. […] Il giardino ci coinvolge perché è allegoria della corrispondenza tra il nostro esistere e il ciclo universale della vita, in cui inseminazione, nascita, sviluppo, maturazione, avvizzimento, caduta, altro non sono che le espressioni delle nostre personali stagioni del vivere. […] Specchio della nostra anima, il giardino ci stimola all’osservazione, all’ascolto e al pensiero, a una cura che solo apparentemente è rivolta a semi ed erbacce. […] Insomma, fare il bene del giardino è soprattutto fare del bene a se stessi”.
(dall’articolo Giardini e psiche, una relazione benefica per la vita – www.muoversinsieme.it)

Viene molto facile fare un parallelismo tra il lavoro fisico che si compie in Giardino e quello che abbiamo bisogno di compiere a livello psicologico. Vuoi qualche esempio pratico? Considera queste associazioni:

ARARE IL TERRENO. Così come un terreno ha bisogno di essere preparato prima di ricevere nuova vita, ad esempio ossigenando le zolle ed eliminando tutto ciò che può ostacolare la crescita delle nuove piantine (vecchie radici, sassi, parassiti ecc.), allo stesso modo, quando tu intendi apportare un cambiamento nella tua vita raggiungendo un nuovo obiettivo, devi preparare le condizioni ottimali affinché ciò che vuoi ottenere possa crescere rigoglioso. Se, ad esempio, vuoi dare vita ad un nuovo progetto professionale, preparare il terreno significa che, prima di muovere i primi passi concreti, hai bisogno di chiarirti bene le idee su quello che vuoi davvero fare, capire quali sono le risorse di cui hai bisogno e riconoscere gli ostacoli che puoi dover affrontare.

ESTIRPARE LE ERBACCE. Uno dei problemi più persistenti di chi coltiva un Giardino è il proliferarsi delle erbe infestanti che rischiano di soffocare e sovrastare le piante che si sta cercando di far crescere. Anche nella tua vita proliferano un sacco di erbacce, che altro non sono che quei pensieri, che io chiamo “pensieri erbaccia”, che non ti portano benessere ed ostacolano il raggiungimento dei tuoi propositi e che, proprio per questo, hanno bisogno di lasciare spazio a “pensieri officinali”. Il tutto, però, ricordando che così come ogni erbaccia è semplicemente una pianta di cui non abbiamo ancora scoperto le virtù, un “pensiero erbaccia” non è qualcosa di negativo in assoluto ma, invece, un elemento che può fornirti importanti indicazioni sugli angoli del tuo Giardino Interiore che hai bisogno di visitare con maggior premura.

TOGLIERE LE PIETRE. Le pietre che si trovano sottoterra possono essere un problema per un tenero germoglio che si sta facendo strada per emergere alla luce. Ecco perché, smuovendo le zolle, vanno tolte prima di seminare. In te le pietre simboleggiano quei complessi “induriti” di credenze che ostacolano la creazione della vita che desideri. Quando parlo di credenze non mi riferisco ai “pensieri erbaccia” fluttuanti che possono sorgere in base alle circostanze che vivi, ma a quelle convinzioni profondamente radicate in te che condizionano fortemente le tue scelte. Può trattarsi di gruppi di credenze derivate dalla religione, dalla cultura di appartenenza, dall’educazione ricevuta, dal contesto famigliare in cui sei cresciuto, dalle esperienze vissute, in generale da tutte quelle fonti che ti hanno insegnato che devi sacrificare ciò che desidera il tuo cuore a favore di modi di fare e di essere imposti dall’esterno. Ti potrebbe essere stato insegnato, ad esempio, che un matrimonio è per sempre o che una persona che guadagna molto denaro lo fa sicuramente con disonestà. Magari tu percepisci un sotterraneo malessere e senti che vorresti qualcosa di diverso, ma non tenti nemmeno di cambiare la situazione perché sei convinto, proprio in virtù di quella certa credenza, di non potertelo permettere.

ELIMINARE I PARASSITI. Precedenti coltivazioni possono aver permesso a parassiti di deporre le uova che, se non eliminate, possono mettere in pericolo la buona riuscita della coltivazione. Una volta cresciuta, poi, una pianta può essere attaccata da organismi parassitari o sviluppare malattie che possono compromettere la sua sopravvivenza. Proprio per questo è indispensabile, quando serve, usare il giusto antiparassitario. Anche i tuoi propositi possono subire attacchi esterni – mancanza di risorse economiche, persone che ti demotivano, luoghi che abbassano il tuo livello energetico, ritardi, difficoltà ecc. – o interni – paure, dubbi, mancanza di fiducia, insicurezze ecc. – e per ognuno devi individuare la giusta strategia di difesa. (su questo tema puoi leggere anche l’articolo Affrontare le proprie paure).

SEMINARE. Un giardiniere, sulla base del tipo di ambiente naturale che vuole creare, sceglie con cura le piante che intende coltivare. Se comprasse e piantasse semi a casaccio senza nemmeno prendersi la briga di riconoscere cosa sta coltivando, non potrebbe sapere, man mano che le piante crescono, di quali cure hanno bisogno. Ogni pianta, infatti, ha le sue esigenze per ciò che riguarda tipo di terreno adatto, necessità di luce ed ombra, quantità di acqua, parassiti più tipici ecc. Allo stesso modo, anche tu devi valutare bene cosa vuoi fare crescere nella tua vita altrimenti poi, per occupartene nel modo più adatto, potresti sentirti sopraffatto. I tuoi “semi” sono tutto ciò che, nei diversi contesti della tua esistenza (famiglia, salute, lavoro ecc.), desideri vedere concretizzato.

INNAFFIARE. Senza acqua, lo sappiamo, una pianta non può crescere, fiorire, fruttificare (tra le specie vegetali, naturalmente, ci sono quelle che si sono adattate alla siccità ma io qui sto facendo un discorso generale). Il giusto apporto d’acqua, quindi, è vitale affinché la pianta possa mantenere la sua omeostasi e quando viene a mancare un adeguato assorbimento idrico da parte delle radici entra, inevitabilmente, in un periodo di forte criticità. In te scongiurare l’aridità significa allontanarti da tutto ciò che ti porta a sentirti apatico, disinteressato, sfibrato, prosciugato delle tue energie psicofisiche. Implica, pertanto, prenderti cura di te stesso e di quello che stai coltivando nella tua vita con costanza, pazienza, determinazione e fiducia per non sabotare inutilmente i tuoi sforzi.

CONCIMARE. Le piante hanno bisogno di una serie di sostanze – macro e micro elementi (azoto, fosforo, potassio, calcio, ferro ecc.) – contenute nella terra e che assorbono attraverso le radici. Nella Natura selvatica, in generale, il reintegro degli elementi sottratti dalle piante è garantito dalla costante decomposizione dei resti vegetali ed animali, ma nel caso delle piante coltivate è necessario concimare artificialmente per rendere nuovamente fertile il terreno impoverito (anche dalle frequenti innaffiature che diluiscono le sostanze nutritive). In fondo basta che pensi a quello che succede al tuo corpo quando è carente di qualche minerale come, ad esempio, il calcio o il potassio. Inizia ad entrare in sofferenza nelle ossa (nel caso del calcio) o nei muscoli (nel caso del potassio). Anche tu quindi, in determinati momenti, puoi avere bisogno di un nutrimento extra che puoi trovare, ad esempio, nelle persone, nei libri, nei luoghi e, in generale, in tutto ciò che ti ispira e stimola la tua riflessione.

PORRE ATTENZIONE AL CLIMA. Chi coltiva la terra o si prende cura di alcune piante segue con grande attenzione le condizioni climatiche. Se ha piovuto tutto il giorno, ad esempio, un giardiniere non andrà certo ad innaffiare le piante. Se, invece, c’è stato un sole cocente per diversi giorni, darà alle piante disidratate più acqua del solito. In te questi fenomeni atmosferici ciclici e passeggeri, talvolta intensi e altre volte più sereni, solo le diverse emozioni che si alternano in base a quello che stai vivendo e che influenzano il tuo agire, soprattutto quando non gestite con consapevolezza. Un’emozione è energia e, come abbiamo imparato a scuola, l’energia può essere solo trasformata. Un’emozione non è “positiva” o “negativa”, queste sono solo etichette che usiamo in base a come ci fa sentire. Tutto lo spettro emozionale che puoi sperimentare è importante ed ha una sua utilità. Pensa se nel mondo naturale ci fosse sempre solo sole, solo pioggia o solo vento… il disastro sarebbe assicurato!

POTARE. Si eliminano le parti ormai secche o inutili di una pianta per aiutarla a crescere meglio e, allo stesso modo, potare per te significa eliminare tutto ciò che non è più funzionale al tuo benessere psicofisico e al tipo di vita che vuoi condurre (atteggiamenti, schemi di pensiero, modi di fare o di essere, persone ecc.). Però, così come potare nel giardinaggio è un’arte che implica saper scegliere con cura quali parte della pianta eliminare e quali no, lo stesso vale per la tua vita. Devi saper valutare con attenzione di cosa davvero non hai più bisogno e si è trasformato in un freno per la tua crescita personale (su questo tema puoi leggere anche l’articolo Morire costantemente a se stessi).

TRAPIANTARE. Capita spesso che una pianta, soprattutto se in vaso, possa avere bisogno di passare in uno spazio diverso magari perché le sue radici si sono moltiplicate o perché il terreno in cui si trova non è più adatto al suo sviluppo. Anche tu, certe volte, nel procedere verso i tuoi obiettivi, puoi renderti conto di aver piantato qualche “fiore della tua esistenza” nel posto meno adatto. Magari ti sei iscritto alla Facoltà di Biologia, ma dopo un anno di studi ti rendi conto che questo percorso universitario non fa per te. In questi casi non devi avere timore a fare dei cambiamenti e, simbolicamente, il trapianto nelle tua vita fa proprio riferimento alla capacità di cambiare la strada che hai imboccato quando ti rendi conto che non è quella adatta alle tue esigenze. Come un avventuriero, affronta pertanto la sfida con coraggio e concediti l’opportunità di essere ciò che desideri nel profondo anche se, in un primo momento, può intimorirti e sembrarti troppo difficile.

RACCOGLIERE I FRUTTI. Ha poco senso coltivare dei frutti per poi lasciarli marcire sulla pianta. Ogni frutto, però, va colto al momento giusto. Infatti, se anticipi troppo i tempi sarà acerbo, se invece aspetti troppo sarà talmente maturo da risultare immangiabile. Anche per te è fondamentale rispettare il tuo tempismo interno (quello che ti dice “Stop, è il momento di fermarti” oppure “Ok, sei pronto per metterti in cammino”), essere presente ai risultati che ottieni strada facendo, siano essi esteriori (un nuovo lavoro, una nuova casa ecc.) o interiori (una nuova consapevolezza, un nuovo atteggiamento ecc.), e celebrare i tuoi successi, piccoli e grandi che siano. Spesso, infatti, commettiamo l’errore di aspettare di festeggiare solo i risultati più “succosi” mancando di riconoscerci, man mano che avanziamo verso i nostri propositi, anche quelle piccole conquiste che meritano, invece, il giusto apprezzamento. Sono proprio quest’ultime, infatti, il carburante della nostra motivazione e del nostro entusiasmo anche di fronte alle difficoltà.

COMPOSTARE. In Natura non si spreca mai nulla e anche tutto ciò che ha ormai concluso il suo ciclo vitale ha una sua utilità. Che si tratti di un’azione spontanea del mondo naturale (es. la macerazione delle foglie cadute dagli alberi) o di un’azione compiuta dall’uomo (es. la raccolta di avanzi di cibo e di verde), con i residui organici si crea un ottimo compost che migliora ed arricchisce il terreno. Ora, così come la decomposizione di ciò che prima era vivo è utile alla crescita di nuove forme di vita, allo stesso modo anche aspetti “disgregati” della tua vita possono favorire la tua crescita. Durante la tua esistenza, infatti, accumuli molte esperienze, a cui associ un gradimento diverso, che puoi considerare come i residui di cui è fatto il cumulo del tuo compost personale. Questo compost, se impari ad apprezzare tutto ciò che hai vissuto e ne cogli soprattutto l’insegnamento, può trasformarsi in un ottimo fertilizzante per il tuo “terreno di vita”. Naturalmente, così come ci vuole un atto di cura consapevole da parte di un giardiniere per trasformare un mucchio di residui fetidi e verminosi in una ricca biomassa che favorirà la vita, allo stesso modo sarà necessario da parte tua un atto di premurosa attenzione per trasformare il tuo cumulo di compost personale in un ottima “massa di consapevolezza”. (su questo tema puoi leggere anche l’articolo Compostare il proprio passato)

FAVORIRE L’IMPOLLINAZIONE. Credo che ormai anche i sassi sappiano che senza il prezioso lavoro di impollinazione degli insetti molte piante non fiorirebbero e la vita di noi tutti sarebbe messa a repentaglio. Esiste, pertanto, una collaborazione preziosa tra piante ed insetti per garantire il proseguimento della vita e, anche per te, favorire l’impollinazione della tua esistenza significa aprirti agli altri, alle interazioni sociali, alle collaborazioni. Nessun uomo è un’isola si sente spesso dire. Ed è vero. Siamo animali sociali che non solo hanno bisogno degli altri per sentirsi amati e parte di qualcosa, ma anche per accelerare i nostri risultati, crescere grazie al confronto, arricchire il nostro personale bagaglio di risorse e, non dimenticarlo mai, per fungere da fonte d’ispirazione alla maturazione psicologica di chi ci è vicino.

Come vedi le azioni che si compiono in Giardino richiamano fortemente quello che abbiamo bisogno di attuare in noi stessi e nei diversi aspetti della nostra vita. Il Giardino quindi, creando un luogo non solo pieno di bellezza ma anche di significato, si trasforma in un rifugio in grado di abbassare il livello del chiacchiericcio interiore permettendo di accedere con più facilità alla propria dimensione interiore e di riconoscere cosa sta realmente succedendo.

Scrive a tal proposito lo psicoterapeuta Giorgio Giorgi:

“Perché collegare la felicità alla cura di un giardino? Forse perché il giardino è un simbolo della vita. Un giardino è limitato, ha dei confini, come è giusto e naturale che li abbia anche la nostra vita; nel nostro giardino possiamo cercare di mettere le piante che ci piacciono di più, creando scenari, paesaggi e rapporti tra colori e forme, nello stesso modo in cui ogni giorno cerchiamo di modellare la nostra vita nel modo che sentiamo più autentico. Il giardino va curato quotidianamente: bisogna innaffiare, concimare, pulire, potare, proteggere dal troppo sole e dal troppo freddo le parti più sensibili; non si può abbandonare la cura del giardino per troppi giorni, altrimenti le piante muoiono. Allo stesso modo ci dobbiamo prendere cura quotidianamente del nostro corpo e del nostro spirito, con affetto e benevolenza. Nel giardino si cerca di curare le parti malate e si può anche modificarne qualche settore, proprio come a volte ci capita di fare nella nostra vita. Osservando il nostro giardino, vedremo il susseguirsi delle stagioni e il ciclo vitale delle piante e degli animali; osservando noi stessi possiamo vedere giorno per giorno le naturali modificazioni del nostro ciclo vitale. Come con il giardino dobbiamo fare anche con la nostra vita: vedere con chiarezza i nostri confini, seminare, zappare, vangare, piantare e trapiantare con cura; osservare la vitalità che a volte si mostra negli angoli più nascosti delle nostre giornate. Inoltre bisogna fare attenzione ai parassiti, che rischiano di distruggere il nostro lavoro creativo, nel giardino come nella vita. E, anche se abbiamo steso le reti protettive, dobbiamo sempre confidare che dal cielo non scenda una grandinata così forte da danneggiare irrimediabilmente le nostre piante”.
(dall’articolo Simboli: il giardino – http://lapoesiadellapsiche.blogspot.it)

In un Giardino perciò, soprattutto per noi occidentali che siamo abituati a percepire il tempo come qualcosa di istantaneo, recuperiamo quella dimensione temporale in cui tutto rallenta e, proprio per questo, ci sintonizziamo meglio con i tempi della Psiche e ci sentiamo maggiormente connessi ai ritmi della Natura che, se ascoltata con attenzione, ci permette di diventare più consapevoli di noi stessi, della nostra esistenza e di quel qualcosa più grande di noi di cui siamo parte.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

In riferimento a questo articolo non ti propongo particolari domande da farti ma ti invito, piuttosto, a riflettere con attenzione sulle associazioni che ho descritto, a sintonizzarti su quello che ti ispirano e, senza smania di arrivare subito ad un risultato concreto, ad iniziare a mettere in pratica una delle azioni descritte partendo da quella che, in questo periodo della tua vita, ti sembra maggiormente indispensabile. Se, ad esempio, riconosci che è arrivato davvero il momento di liberarti definitivamente di uno stile di vita che ormai non ti rispecchia più, sai che l’azione da intraprendere è quella della Potatura e, nel pieno rispetto dei tuoi tempi e delle tue caratteristiche personali, inizia a definire un piano d’azione tenendo bene a mente che i risultati li raggiungi se ti muovi in avanti un passettino alla volta.

Se, poi, quello che hai letto ti è risuonato positivamente, ricordati che ho creato un percorso, Il Giardino che Sono, che attraverso la metafora del giardino ti aiuta ad approfondire la conoscenza di te stesso e delle tue dinamiche interiori.

Il giardino come chiave d’accesso alla psiche ultima modifica: 2018-03-10T10:55:09+00:00 da pameladalisa