Ecoterapia una premessa

Ecoterapia una premessa

Ecoterapia: una premessa

Riconnettersi alla forza rigenerante della Natura è una via privilegiata per riportare equilibrio ed armonia nella propria vita e in quella del pianeta.

Ecoterapia

Prima di entrare nel vivo delle Prescrizioni Ecoterapiche, ossia dei suggerimenti di attività benefiche che possiamo fare in Natura, inauguro questa sezione del sito con una breve premessa sull’Ecoterapia (conosciuta anche come Terapia Verde, Terapia della Natura, Terapia Centrata sulla Terra).

Innanzitutto è necessario fare chiarezza sulla definizione. Nonostante alcuni descrivano l’Ecoterapia come l’applicazione dei principi dell’Ecopsicologia alla pratica psicoterapeutica (ma in questo caso sarebbe più corretto usare il termine “ecopsicoterapia”) o come l’Ecopsicologia Applicata (ma ricordiamoci che l’Ecoterapia è nata prima dell’Ecopsicologia come dimostrato da pratiche quali la Horticultural Therapy o la Pet Therapy già attive dagli anni 60/70), il termine fa in realtà riferimento, più in generale, ai benefici che le persone ottengono sul piano fisico e psicologico dallo stare a diretto contatto con gli ambienti naturali e dall’interagire con essi. Il principio di fondo è quello secondo il quale partecipare ad attività all’aria aperta e stare a contatto con la Natura può essere un’esperienza rigenerante, sia per il corpo che per la mente. Il “verde”, quindi, può essere concepito come un vero e proprio mezzo di cura.

Molto diffusa nei paesi anglosassoni, dove è nata (in Inghilterra viene addirittura insegnata a livello universitario), l’Ecoterapia è una disciplina che mira a comprendere il ruolo della Natura nel migliorare la qualità della vita e a ricostruire un rapporto uomo-ambiente attraverso una serie di attività come, ad esempio, l’orticoltura, il giardinaggio, la cura degli animali o le passeggiate nel verde. Il fine ultimo è quello di migliorare il benessere delle persone e, in alcuni casi, di alleviare situazioni di disagio fisico o psichico.

“Vivere in contesti completamente artificiali, come le città, – scrive l’agronoma paesaggista Francesca Neonato, vice Presidente dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio per la Lombardia – dove a causa dell’elettricità non si è neppure a contatto con fonti naturali di luce e calore, crea una disconnessione con la natura che è alla base di molti disagi psicofisici dell’uomo”.

Presi come siamo da ritmi veloci e frenetici, spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo affaticati, nel corpo quanto nello spirito, finché non ci allontaniamo da tutto e non sperimentiamo qualcosa di completamente diverso. La forza del contatto con la Natura sta proprio in questo. Offrendoci l’occasione di prenderci una tregua da un mondo iperstressato, infatti, ci permette di trovare quella calma e quella pace necessarie alla riflessione autentica e al rinnovamento di sé. E così:

  • Invece di stare tutto il giorno davanti a computer, smartphone, televisione o playstation, possiamo godere del paesaggio che ci circonda osservando come cambia durante il trascorrere del giorno.
  • Invece di ascoltare le notizie negative con cui ogni giorno veniamo bombardati, possiamo ascoltare il canto degli uccelli, il sussurro del vento tra gli alberi e il gorgoglio dell’acqua.
  • Invece di vivere secondo i nostri impegni pieni di scadenze e di obblighi, possiamo vivere seguendo semplicemente i nostri ritmi naturali.
  • Invece di parlare con chi ci circonda sempre di corsa e a monosillabi, possiamo concederci una comunicazione più tranquilla e confidenziale capace di superare resistenze e preconcetti.

Non dovremmo mai dimenticare che finché ci ostiniamo a vivere seguendo ritmi di vita meccanici allora, inevitabilmente, anche la nostra quotidianità assumerà un andamento meccanico che, totalmente sconnesso dal fluire armonioso dei ritmi naturali, non potrà che portarci al malessere psicofisico.

Se sei ancora dubbioso sul fatto di poter raggiungere un miglior livello di benessere psicofisico semplicemente stando più a contatto con la Natura, rimarrai sorpreso dalla lista di benefici rivelata da un articolo pubblicato nel 2015 su Ecosystem Services dal titolo Exploring connections among nature, biodiversity, ecosystem services, and human health and well-being: Opportunities to enhance health and biodiversity conservation (puoi consultare la versione originale qui) nel quale gli autori – Paul A. Sandifer, Ariana E. Sutton-Grier e Bethney P. Ward – mettono in luce un’enorme mole di prove che dimostrano quanto sia benefico per l’essere umano stare a diretto contatto con gli ambienti naturali.

La lista di benefici presentata è lunghissima:

Benefici Psicologici. Miglioramento del benessere psicologico, della resilienza, dell’autostima, della percezione corporea, dell’attenzione, dei comportamenti pro sociali, dell’umore, della qualità della vita; riduzione dell’ansia, della depressione, della rabbia, dell’aggressività, della frustrazione, dell’ostilità, della tensione, della fatica, dell’iperattività; aumento delle opportunità di riflessione, della vitalità, della creatività, della felicità, della quiete e del riposo.

Benefici Cognitivi. Ripristino dell’attenzione; riduzione della fatica mentale e della confusione; miglioramento della funzione cognitiva, della prestazione accademica, dell’educazione, delle opportunità di apprendimento, della produttività, della capacità di eseguire compiti e della positiva attitudine al lavoro.

Benefici Fisiologici. Miglioramento generale della salute e del benessere percepito; riduzione dello stress, delle malattie, della pressione sanguigna, della mortalità per malattie circolatorie e respiratorie, della mortalità per ictus, del dolore, delle infezioni, dell’obesità, della frequenza cardiaca; recupero più veloce da malattie, traumi, interventi chirurgici e dipendenze; aumento delle cellule naturali killer, delle proteine anti-cancro, dell’attività nervosa del sistema parasimpatico (relax e gioia), dell’attività fisica e della longevità; diminuzione dell’attività nervosa del sistema simpatico (risposta “lotta o fuggi”), del livello di glucosio nei diabetici, del diabete di tipo 2, delle nascite premature, dell’esposizione all’inquinamento, dello sviluppo di malattie infettive.

Benefici Sociali. Aumento dell’interazione sociale e dell’empowerment; riduzione dell’aggressività, della violenza, della paura e dei tassi di criminalità; miglioramento dell’interazione interraziale e della coesione sociale.

Benefici Culturali e Spirituali. Aumento dell’apprezzamento estetico, dell’ispirazione, del benessere spirituale e della soddisfazione ricreativa.

Benefici Materiali. Fornitura di derrate alimentari, materie prime, medicinali e altri beni; contributo ai progressi biomedici; aumento del valore della proprietà/casa e del denaro; valore economico del divertimento.

Questa lunga lista mette bene in evidenza il motivo per cui l’umanità ha bisogno di riconnettersi alla Natura. È questa, infatti, la chiave per risolvere molti dei problemi che attualmente ci affliggono come singoli individui, come  comunità e come mondo in generale.

Un altro studio condotto dai ricercatori britannici della University of Essex Jo Barton e Jules N. Pretty invece, pubblicato nel 2010 nella rivista Enviromental Science and Technology con il titolo What is the Best Dose of Nature and Green Exercise for Improving Mental Health? A Multi-Study Analysis (per approfondire visita il sito www.greenexercise.org), ha rivelato che sono sufficienti pochi minuti al giorno trascorsi all’aria aperta immersi in uno spazio verde – camminando, correndo in bicicletta, pescando, facendo giardinaggio, facendo canottaggio, andando a cavallo ecc. – per migliorare l’umore, la salute mentale e l’autostima, soprattutto fra le persone stressate, sedentarie e con difficoltà a livello psicoemotivo.

Il Ministero della Salute della Nuova Zelanda, invece, ormai da diverso tempo propone le Green Prescriptions (prescrizioni verdi), ossia suggerimenti di stili di vita sani e di esercizi da fare in mezzo al verde forniti ai pazienti dai medici di medicina generale e dagli infermieri. Una prescrizione di questo tipo suona più o meno così: “Signora, lei mi deve andare ogni giorno a fare una bella passeggiata al parco per almeno mezz’ora” (trovi tutte le informazioni sul progetto qui).

L’Ecoterapia, quindi, è qualcosa che chiunque può introdurre nella propria quotidianità come una sana abitudine. Ci sono molti modi, infatti, attraverso i quali assumere la propria dose giornaliera di Vitamina N (Natura) per rilassare il corpo, liberare la mente e migliorare lo stato d’animo: prendersi cura delle piante, giocare con un animale, correre in bicicletta, fare una passeggiata, raccogliere conchiglie in riva al mare, creare delle piccole opere naturalistiche (con pigne, foglie, fiori, sassi ecc.). Questi, naturalmente, sono solo alcuni esempi, ma vogliono mettere in evidenza che per migliorare il proprio livello di benessere psicofisico, non è necessario fare chissà cosa o diventare dei super esperti di escursionismo. È sufficiente alzarsi, allontanarsi dal computer e fare una breve passeggiata, anche durante la pausa pranzo del lavoro.

Questa speciale Vitamina ha un effetto portentoso su di noi perché, come specie, ci siamo evoluti vivendo a stretto contatto quotidiano con il resto dell’ambiente naturale. È solo negli ultimi secoli che, soprattutto noi che viviamo nelle società industriali, ci siamo allontanati sempre più da questa naturale fonte di salute con i disastrosi risultati che ora vediamo.

Perciò, prendi l’impegno con te stesso di dedicare un po’ del tuo tempo al contatto con il verde secondo le modalità e i tempi a te più congeniali. Puoi concepire questo momento come un rituale, un gesto di sacralità verso il tuo corpo e la tua psiche. Se ti piace l’idea, puoi chiamarlo “Il Rituale dell’Ora Verde”.

Ecoterapia una premessa ultima modifica: 2016-03-24T10:10:18+00:00 da pameladalisa