Affrontare le proprie paure

Trovare il coraggio di guardare negli occhi le proprie paure significa, non solo toccare con mano che hanno la consistenza di una nube di fumo ma, soprattutto, che possono esserci di aiuto più di quanto immaginiamo.

affrontare le proprie paure

Non esiste pianta che, nell’arco della sua vita, non si trovi prima o poi nella condizione di dover fare i conti con parassiti e malattie. Afidi, acari, cocciniglie, pidocchi, muffe… insomma, per ogni pianta, arriva il momento di fronteggiare il proprio “nemico”. Questo, però, non la intimorisce al punto di decidere di non germogliare e fiorire. Se fosse così, parchi, giardini e aiuole sarebbe praticamente spogli.

Certo, è vero che, perlomeno le piante coltivate, quando attaccate da intrusi vengono aiutate con antiparassitari ma, oltre a questo, devono poi mettere in campo la propria forza e resistenza per superare l’attacco subito. Se si arrendessero subito a parassiti e malattie, nessun prodotto potrebbe in realtà aiutarle perché, come si dice, non si può aiutare chi non vuole essere aiutato e getta la spugna prima ancora di tentare…

Anche noi essere umani, periodicamente, dobbiamo affrontare dei disturbatori, dei “parassiti interiori” molto tenaci e subdoli: le nostre paure e i nostri timori. Tipicamente sono inquilini caciaroni che bussano alla nostra porta ogni qualvolta decidiamo di apportare un cambiamento alla nostra vita. Per ostacolare le nostre intenzioni, quindi, iniziano ad agitarsi e a rumoreggiare per impaurirci e impedirci di procedere secondo i piani stabiliti.

Quando si parla di “paura” ci si riferisce ad un’intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o semplicemente supposto. Ora, se la paura di un concreto pericolo è alla base della nostra sopravvivenza, ed è quindi bene che ci sia, la paura illusoria, quella derivata da un pericolo che abbiamo solamente immaginato (paura di fare una figuraccia, di commettere un errore, di non essere all’altezza, di venir criticati…), è un grosso limite che, simile ad un freno a mano costantemente inserito, si trasforma in una scusa che impedisce ogni nostra azione.

In realtà, nonostante venga in genere etichettata negativamente, la paura può diventare una nostra alleata dato che, quasi sempre, rappresenta un campanello d’allarme che ci informa della necessità di oltrepassare i nostri limiti per cambiare, per dirigerci verso una nuova direzione, per chiudere vecchie ferite o superare situazioni passate.

Cercare di farle la guerra è perfettamente inutile. Un’emozione, infatti, non può essere cancellata ma soltanto gestita. È importante ricordare, poi, che qualsiasi cosa a cui facciamo resistenza tenderà a persistere, proprio come una persona che bussa con insistenza alla nostra porta senza intenzione di schiodare. Il miglior antidoto, quindi, rimane l’accettazione il che, sia chiaro, non si traduce in rassegnazione passiva o gradimento a denti stretti ma, piuttosto, nel continuare ad andare avanti con atteggiamento propositivo senza avere la pretesa che quello che viviamo sia diverso da quello che è.

Finché tentiamo strenuamente di tenere la paura al di fuori di noi rischiamo, è il più delle volte senza nemmeno rendercene conto, di farla diventare forte a tal punto da limitare la nostra capacità di scelta e di azione. Se, invece, impariamo ad ascoltarla e ad accettarla per quella che è, riusciremo a gestirla e a sfruttare a nostro vantaggio la grande energia di cui si fa portatrice. Inutile sottolineare che qui la parola chiave è coraggio.

Una storiella racconta che tanto tempo fa, in un posto nascosto del mondo, esisteva un villaggio popolato da strani abitanti. Qui vivevano le emozioni ed alcuni elementi della natura che, stanchi di essere maltrattati dall’essere umano, decisero di rifugiarsi in questo paese fantastico. Passeggiando per i campi verdi e in fiore,  si scorgevano qua e là delle casette. In una di queste, vi abitava il Sole, in un’altra l’Amore, in un’altra ancora la Gioia e ce n’erano davvero tante. È sorprendente il fatto che tutte vivevano in grande armonia e fratellanza!

Un giorno, però, arrivò un’emozione molto potente a turbare la vita serena degli abitanti: la Paura. Più determinata che mai, questa cominciò a bussare ad ogni casetta. La prima fu quella del Sole, che venne sorpreso durante il suo momento di riposo. Toc-Toc: “Chi sarà mai, a quest’ora della notte?” si chiese il Sole. Una voce rauca, cupa, tremolante e alquanto inquietante rispose: “Sono la Paura, apri la porta!”. Il Sole si terrorizzò, si nascose sotto il letto e non usci più. Da quel giorno, fu sempre notte.

Il giorno dopo, la Paura andò a bussare alla porta della Felicità. Anche lei si spaventò a morte e si chiuse in casa. Da quel giorno, le lacrime scendevano tremolanti sulle guance di tutti. Nessuno fu più felice. Orgogliosa di quanto stava accadendo, la Paura decise di rimanere nel villaggio e di fare visita a tutti gli altri abitanti, in modo da limitarli nelle loro casette. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, essa continuava il suo cammino distruttivo, fino a quando  gli abitanti si trovarono a vivere in un posto senza stagioni e senza emozioni!

Mancava solo una casetta alla quale non aveva ancora bussato, ma la Paura non sapeva chi vi abitasse. Toc-Toc: “Sono la Paura, fammi entrare, manchi solo tu!”. Una voce forte, ferma e sicura rispose dall’interno: “Ti aspettavo da tanto tempo, arrivo subito!”. Appena la porta si aprì, puff… la Paura si sbriciolò in mille pezzettini, fino a diventare cenere, e sparì! Questa volta ad aprire la porta era stato il Coraggio.

Il coraggio non si trova sotto il letto e avere paura è perfettamente umano, non c’è nulla di male in questo. Anche prendersi il tempo e lo spazio per chiamare il coraggio a raccolta è più che lecito, non c’è scritto da nessuna parte che dobbiamo essere dei super eroi. L’importante è prendere coscienza del fatto che, così come abbiamo gli anticorpi per debellare le infezioni, allo stesso modo abbiamo le forze psicologiche per superare ogni difficoltà.

Osare è il miglior rimedio per superare le proprie paure. Senza comportarsi in modo spregiudicato ed avventato, possiamo agire scegliendo, tra i mezzi a nostra disposizione, quello più adeguato per fronteggiare la situazione che abbiamo di fronte e risolverla. Va tenuto presente, però, che non possiamo sempre mantenere il pieno controllo su tutto e che, a volte, per stare meglio dobbiamo solo lasciar andare quello che ci blocca. Solo in questo modo, infatti, concedendo un po’ di spazio a quello che ci intimorisce, possiamo far sgonfiare la sua spinta fino a farla scomparire del tutto.

L’Angolo dello Psicogiardinaggio

Ritagliati un po’ di tempo per riflettere sulle paure che ti stanno attagliando in questo momento. Se fai fatica a riconoscerle, puoi usare questi due escamotage: fai l’elenco dei tuoi “non vorrei” e sostituiscili poi con “ho paura di”, oppure elenca tutto quello che ti fa esitare, quello che non osi dire e fare. Una volta individuate le tue paure, lavoraci sopra considerandone una alla volta. Per agevolare il processo di trasformazione e guarigione delle tue paure puoi seguire questi sei passi:

Riconoscere Prendi coscienza della presenza in te di una paura e dalle un nome (di che paura si tratta?).

Accettare Accettala per quella che è (non farlo significa, implicitamente, non accettare la parte di te che è intimorita o che ti intimorisce) e concedile un po’ di spazio senza opporre resistenza.

Fronteggiare Abbi il coraggio di guardarla negli occhi senza scappare (ignorarla significa solo renderla più forte e permetterle di manifestarsi come disagio psicosomatico).

Ascoltare – Senza emettere giudizi, disponiti all’ascolto sia di quello che la paura vuole dirti (qual è il suo messaggio?) sia delle sensazioni che sperimenti (qual è la mia reazione alla situazione?).

Ringraziare Riconosci alla paura l’aiuto che ti ha fornito e ringraziala per la sua sollecitudine.

Lasciar andare – Trova un modo positivo e a te congeniale per permettere alla paura di fluire liberamente e allontanarsi da te: disegnala, recitala, cantala, prendi a cazzotti un cuscino…

NOTA BIBLIOGRAFICA. Per scrivere questo testo ho preso qualche spunto dai seguenti articoli:

Affrontare le proprie paure ultima modifica: 2016-03-07T18:17:57+00:00 da pameladalisa